Restauro Dipinto XIX sec

Restauro Dipinto XIX Secolo

CROCIFISSIONE

Autore: Carlo Picozzi (Varese 1797 – Milano 1883)
olio su tela, cm 217 x 253, 1840 ca

RELAZIONE DI RESTAURO

La tela presentava il colore completamente annerito dal degrado dovuto al vecchio impianto di riscaldamento a gasolio, oltre al fumo grasso delle candele ed ai depositi di polvere grassa parzialmente inglobati nella pellicola pittorica.

Il pesante strato di sporco aveva determinato un totale appiattimento dei valori cromatici e dei rapporti chiaroscurali, limitandone fortemente la lettura.

Come prima operazione abbiamo effettuato il consolidamento delle scaglie di colore che si erano sfaldate in alcune piccole zone, attraverso il Plexisol P-550 al 15%, veicolata in toluolo, perché è una resina termoplastica molto resistente all’invecchiamento e anti-ingiallimento. Abbiamo utilizzato anche Acril AC33 emulsionato al 15% in acqua distillata, che è una resina acrilica ad alto potere incollante.

Ogni sezione del dipinto presentava un diverso stato di conservazione, per questa ragione abbiamo eseguito i lavori di pulitura in modo graduale, così da poter usare tecniche differenziate a seconda delle necessità.

Con delle pennellesse morbide ed un piccolo tampone di cotone imbevuto di acqua distillata, abbiamo asportato la polvere grassa e la sporcizia superficiale.

Dopo questi passaggi, siamo intervenuti con una pulitura più approfondita attraverso solventi chetonici (acetone, MeK) in miscela al 30% in White Spirit. Con questo passaggio si sono potute asportare tutte le vernici alterate e ossidate, anche quelle che erano state stese in un vecchio intervento di restauro. Il processo di pulitura ha recuperato, in maniera eccellente, i toni cromatici originali dell’opera.

In seguito abbiamo eseguito una verniciatura intermedia, con vernice Lefranc, diluita al 50% in essenza di trementina rettificata, e alcune stuccature delle zone lacunose, rifatte ad imitazione della superficie pittorica circostante.

L’integrazione pittorica è stata effettuata a selezione cromatica con rigatino sottilissimo in modo da restituire, ad una certa distanza, l’immagine nella sua integrità, ma, nello stesso tempo, permettendo, ad una distanza più ravvicinata, di individuare le zone in cui si è intervenuti con il restauro.

Alcune piccole abrasioni del colore, sul corpo di Cristo ad esempio, sono state reintegrate con toni suggeriti da quelli circostanti.

I colori che abbiamo utilizzato sono acquerelli della Winsor e Newton e vernici della Maimeri.

Al termine dell’intervento abbiamo steso una vernice acrilica brillante, che ha la funzione di proteggere l’opera dall’aggressione degli agenti atmosferici, e permetterle di durare nel tempo.